Cosmonauta

di Susanna Nicchiarelli (Italia, 2009)
Il film è incorniciato tra due corse di Luciana. La prima è nel giorno della prima comunione di Luciana, quando fugge gettando velo e guanti bianchi, perché “è comunista!”. Una protesta ingenua e spontanea come ogni suo atteggiamento anche quando cresce. Scorrono sullo schermo i primi anni Sessanta quando il comunismo era una fede indiscussa per gli iscritti al partito, sostenuta dalla propaganda sovietica e nutrita di una semplicità di fondo. Luciana cresce assieme alle conquiste spaziali. Prima Laika, poi Gagarin, fino a Valentina Tereskova: da Mosca arriva la fanfara del regime che trasforma ogni immagine in strumento di propaganda. Nella sezione comunista di Roma Trullo la gente è ingenua, ma profondamente buona. Tra le pieghe di questo comunismo a fior di pelle sincero e illuso si insinua la vita con i suoi dolori (il padre morto troppo presto), i suoi problemi (come tirare avanti se non con un nuovo matrimonio), i suoi scherzi crudeli (le crisi epilettiche del fratello Arturo grosso, ma fragile adolescente). Gente semplice che crede a quel che vede, si infervora e va persino oltre il lecito (l’incursione nella sede dei Socialisti), ma sempre con i piedi per terra. Marisa, quasi una seconda madre per Luciana, ha sguardi teneri e comprensivi. È realista senza perdere di vista l’ideale, come suo marito. Luciana intanto cresce in questo gioco della politica che si fa più grande di lei. Si trova spiazzata quando deve constatare che anche nel Partito non tutto è roseo, che c’è una gerarchia che “bisogna stare attente a come ci comportiamo”. La seconda corsa segna una svolta anche per Luciana, esprime un ritrovato equilibrio, una riscoperta di valori che ha sempre tenuto nel cuore, ma di cui per un attimo ha avuto paura. La regista riesce a descrivere con ironia e partecipazione il clima di quegli anni: le frasi fatte, gli slogan cui si concede assoluta fiducia, la sincerità e le delusioni. Soprattutto è attenta al mondo adolescenziale, alla ricerca di certezze ideali cui si aggrappa in modo confuso, ma convinto. Ha bisogno di modelli per viaggiare nel suo spazio, nella sua vita come un cosmonauta che si affida.