Cena Tra Amici

di Alexandre de la patelliere (Francia, 2012)
Intorno al tavolo di una cena i protagonisti Vincent, futuro padre, Pierre, cognato, Elisabeth, sorella, Claude, amico da sempre, e Anne, la moglie futura madre si scambiano battute frecciatine fino alla domanda fatidica: qual è il nome del figlio in arrivo? Il titolo originale suggerisce il nucleo centrale del film, perché la questione intorno a cui ruota tutta la cena è esattamente questo nome del nascituro. Del resto lo ha già detto il regista fin dai titoli di testa: fateci caso mancano i cognomi dell’intero cast. Tutti sono individuati con i soli nomi. E poi ci sono le indicazioni stradali anche qui ogni nome porta con sé una vita. In origine c’è un testo teatrale e l’impostazione sullo schermo ne risente parecchio anche se rimane commedia leggera e frizzante, mai stretta in quelle mura domestiche in cui pure tutto si svolge. Il riferimento cinematografico è invece a “Carnage” di Roman Polanski: stesso ambiente borghese, stesso procedimento che lentamente, sul filo di battute a raffica, mette a nudo rapporti e caratteri. Il film però si sviluppa tutto sul piano della commedia. Se Polanski volgeva presto il dramma verso una scarnificazione dei rapporti umani, il regista De La Patellière sceglie di condurre la narrazione fino al punto di rottura, ma non lo supera mai. Bugie, segreti di famiglia, stoccate reciproche non conducono mai allo scontro definitivo, alla resa dei conti senza possibilità di ritorno. Lo stesso sottofondo politico, Vincent di destra e Pierre di sinistra, è un elemento di contorno più che oggetto di scontro. La sera trascorsa intorno al tavolo in un alloggio parigino presto lascerà spazio alla notte che appianerà i contrasti e riaprirà le strade di nuovi incontri con inattesi sviluppi. Il film vive dell’anima teatrale tutto affidato agli attori, ma riesce comunque a restituire la vivacità di rapporti di cui la cena si fa catalizzatore.