Le Donne Del Sesto Piano

di Philippe Le Guay (Francia, 2012)
Jean-Louis Joubert , agente di cambio rigoroso e padre di famiglia "rigido", scopre che un gruppo di domestiche spagnole vive al 6° piano del suo immobile borghese. È una comunità vivace, allegre nonostante ognuna porti con sé difficoltà, dove regna la solidarietà. Colpito da queste donne, per la prima volta assapora con emozione i piaceri semplici della vita: è l’inizio di una rivoluzione pre la sua vita. Parigi anni Sessanta, ma potrebbe essere anche oggi! Il tema che fa da sfondo è l’immigrazione e l’integrazione a fronte di pregiudizi che emergono da diverse condizioni sociali. Il mondo di Jean Louis è quello dell’alta borghesia fondato su una facciata che diventa cifra di riconoscimento tanto che, quando Jean Louis prende a frequentare le “donne del 6° piano”, amici e parenti non lo riconoscono più. La sua figura, impersonata da un brillante Fabrice Luchini, è il termometro di una Francia che si trova spiazzata, che preferisce nascondersi dietro le parole. Girato per lo più in interni, il regista affronta le tematiche con freschezza e semplicità lasciando però poco spazio a descrizione e approfondimento sociale per privilegiare un lavoro più ampio sui personaggi attraverso i dialoghi brillanti e la ricostruzione scenografica accurata nel tratteggiare l’ambiente di vita delle donne immigrate. È fin troppo evidente l’uso in chiave simbolica degli spazi: l’androne del palazzo, luogo di socializzazione, di vita quotidiana che prevede anche il pettegolezzo; il piano “nobile”, luogo ostentato, di vita rarefatta, di rapporti freddi; il sottotetto, luogo dove di nuovo si recupera la dimensione umana e gioiosa del vivere. Nonostante appaia Jean Louis il personaggio cardine alla vicenda, in realtà il film è tutto al femminile. Sono le donne a proporsi quali presenze narrative dinamiche. Sia come immagine della donna borghese (moglie), sia come personaggi intermedi nella gerarchia sociale (la portinaia), sia soprattutto come elemento scatenante (le donne del 6° piano): la figura femminile si afferma come il vero motore della commedia.