L'Uomo Nell'Ombra

di Roman Polanski (USA, 2010)
La politica è invadente. Dilaga, censura, asservisce. Non lascia spazio neanche a ciò che usa e, all’occorrenza, getta. Il “ghost writer” è colui che mette la propria penna al servizio dei potenti, chi nell’ombra costruisce il personaggio, chi si riduce ad essere fantasma, nonostante la versione italiana si ostini a definirlo ombra. Fantasma è lo scrittore che non può firmare il suo libro perché è l’autobiografia di Adam Lang, primo ministro in odore di criminalità che “vuole un posto nella storia”. È un anonimo alla presentazione del testo. Polanski lavora su questa condizione di non esistenza sottraendo agli occhi avidi del pubblico le scene degli assassini: un omicidio fuori campo, solo percepito per lo svolazzare di fogli, è il massimo della negazione in un thriller di cui ben si può intuire il finale. Eppure il fantasma ha una concretezza fisica eccezionale. L’invenzione narrativa lo irretisce nelle trame politiche: “è diventato un complice”. Il fantasma acquisisce spessore, peso specifico. Ingombra con l’unica forza che ha: la sua mente, la memoria che immagazzina dati da rielaborare. Lo scrittore non è eroe. Non usa mai la forza muscolare, anche quando è aggredito. Per la sicurezza non può fare copia dei dati di una memoria elettronica, perché è proprio la memoria ad essere arma letale. Così scava nel passato, per lavoro prima, poi per curiosità, infine per costrizione e sdegno. La scoperta di coinvolgimenti scomodi aumenta il peso specifico del suo essere fantasma. Immediato il riferimento a Tony Blair, ma Polanski non si sottrae alla sua memoria. Adam Lang non ha una casa dove stare dal momento che è incalzato dalla Corte europea per crimini di guerra. Sceglie gli Usa per opportunità politica, ma è sradicato, isolato. In esilio obbligato, fugge dal suo passato pesante: l’esperienza del regista in Svizzera! Polanski evoca questi fantasmi che lo tormentano mentre gira un film inquietante sui fantasmi del nostro mondo dove ciò che appare è solo immagine costruita da qualche “ghost writer” e la credibilità si sgretola.