Pa-Ra-Da

di Marco Pontecorvo (Italia, 2008)
Nel 1992 Miloud Oukili, clown francese di origine algerina, raggiunge Bucarest per vedere il “dopo Ceausescu”. Conosce però la vita parallela, durissima, dei “boskettari”, bambini abbandonati o fuggiti dalle famiglie che di giorno vivono di furti o sono vittime di violenze e di notte trovano rifugio nel sottosuolo storditi dai vapori delle vernici scaricate nelle fogne. Diventa amico di una banda di ragazzini, vincendo con la sua arte circense la loro diffidenza. Da quel momento l’impegno di Oukili è ridare speranza a questi bambini. Osteggiato dalle autorità locali (accusa di pedofilia), guardato con distacco dall’ambasciata francese e dalle stesse Organizzazioni non governative, il clown riesce a dar vita a una fondazione, “Pa-ra-da” appunto (dal film “Parade” di Jacques Tati, altro clown del cinema) e a costruire uno spettacolo circense. Marco Pontecorvo si avvicina al personaggio con taglio neorealistico. Rifuggendo da ogni giudizio morale o da facili pietismi, cerca di filmare anzitutto la disperazione di questi ragazzini (tutti attori non professionisti). La scelta di utilizzare piccole cineprese gli consente di girare senza essere un intruso, lasciando ai bambini ampio spazio di movimento, cogliendone le reazioni, i gesti di meraviglia, ma anche sottolineando nei volti la durezza di una vita che nega l’infanzia.