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Benvenuto nel sito del cinema Lanteri di Cuneo.
Qui puoi trovare tutte le informazioni relative
alla programmazione e alle attività della sala.

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ATTENZIONE: Le proiezioni SONO SOSPESE a tempo indeterminato per effetto del DPCM 4 marzo 2020.

Nell’attesa di poter tornare davanti al grande schermo, il Lanteri propone di rivedere alcuni film già programmati negli anni scorsi fornendo brevi schede di lettura.
La scelta cerca di coprire più interessi e privilegia contenuti positivi.
Ogni due giorni a partire da venerdì 13 marzo verrà pubblicata una scheda con un titolo reperibile sulle piattaforme di streaming legale.
Ogni scheda è visibile su questo sito o sul profilo Facebook e Instagram
.

Puoi vedere anche l’elenco e le schede dei film proposti nei giorni scorsi seguendo questo link.

Oggi il Lanteri consiglia…

Il Primo Uomo
di Gianni Amelio (Italia, 2012)
Jean Cormery torna in Algeria alla ricerca di informazioni su suo padre morto durante la Grande Guerra. In questi paesaggi desolati Jean rivive i ricordi della sua infanzia. Le amicizie, la scuola, i primi fermenti indipendentisti scorrono nella sua mente con nostalgia e profondo affetto. Lui stesso è coinvolto in prima persona nella tormentata vicenda del paese convinto della possibilità di una convivenza pacifica tra algerini e francesi. “Attraverso le impressioni e le emozioni del protagonista che, nel desiderio di ritrovare il ricordo del padre morto nella prima guerra mondiale, torna in Algeria per incontrare chi l’aveva conosciuto, Camus ripercorre parte della propria vita: l’infanzia povera, le amicizie, le tradizioni, i sogni vissuti in “un anonimato dove non esiste né passato né avvenire”, dai quali emerge la figura di un uomo ideale, quel “primo uomo” che forse potrebbe essere in ciascuno di noi” dice Gianni Amelio. Gli fa eco lo stesso Camus quando scrive nel 1947: "…sono stanco di Parigi e della feccia che vi si incontra. Il mio desiderio profondo sarebbe di ritornare nel mio paese, l’Algeria, che è un paese di uomini, un vero paese, rude, indimenticabile”. Si assommano nel racconto l’universo familiare (l’oppressiva nonna come la sottomessa e dolce madre) e il rapporto con gli adulti (in particolare con l’insegnante che lo spinge a proseguire gli studi). Sempre aleggia, pur nel dichiarato intento autobiografico, una lettura politica. Camus, sostenitore dell’indipendenza algerina, ha sempre preso le distanze dalle scelte terroristiche, posizione che nel film viene espressa dalla deflagrazione che sconvolge una tranquilla giornata di Jean. Memoria personale e memoria collettiva convivono in un equilibrio che il film restituisce con rispetto e partecipazione (tanto da aver ottenuto il plauso della figlia di Camus), attento all’ambientazione, ma anche alle atmosfere che il giovanissimo Jean (alterego dello scrittore) respira quotidianamente espresse visivamente da una fotografia raffinata.